Astroblog

EAGLE: Der Computer für die Astrofotografie

25.08.16 (Produktneuheiten)

Wozu EAGLE?

Kaum eine andere Spielart unseres Hobbys, der Astronomie, hat sich in den letzten Jahren so dynamisch entwickelt wie die Astrofotografie. Doch das hat auch seinen Preis! Hat man früher einfach sein Dobson-Teleskop aufgestellt, aus der Okulartasche nach der richtigen Brennweite und vielleicht noch einen Farbfilter gesucht, ist der mobile Astronom von heute mit einer „Sternwarte to go“ unterwegs: Parallaktische Montierung mit schweren Gegengewichten, Optik, Kamera, Leitrohr, Guiding-Kamera, Laptop und großen Akku. Geht es auch einfacher? Mit der Steuereinheit EAGLE ist das möglich. Es handelt sich dabei um einen fest mit dem Tubus verbundenen Computer, der die Montierung, Kamera und Guiding-Kamera steuert, zentral mit Strom versorgt und Bilder speichert. Sie selbst können EAGLE kabellos via WLAN mit einem Eingabegerät Ihrer Wahl bedienen.

EAGLE

Der Computer EAGLE befindet sich im rechten Bild unterhalb des Leitrohrs.

Kein Kabelsalat oder Kabelabriss

Alle Strom- und Datenleitungen zur Montierung und den Peripherie-Geräten erfolgen zentral von EAGLE aus. So können die Kabel kurz gehalten werden und für einen schnelleren Aufbau sogar zumindest teilweise angeschlossen bleiben. Da der Computer EAGLE mit der Montierung mitgeführt wird, können sich die Kabel nicht um die Montierung wickeln oder sogar abreißen. Sie können also ganz beruhigt Ihr astrofotografisches Equipment stundenlang unbeaufsichtigt laufen lassen. Das einzige Kabel, auf das sie achten müssen, ist die Stromversorgung des EAGLE selbst. Apropos Stromversorgung: Durch das Powermanagement von EAGLE kommen Sie mit einem kleineren Powertank aus, bzw. können sorglos länger fotografieren.

EAGLE erzeugt sein eigenes WLAN

Über die zugehörige App können Sie kabellos und bequem aus dem Gartenstuhl heraus alle Programme nutzen, die Sie benötigen. Beliebte Software, wie zum Beispiel PHD2 Guiding sind bereits vorinstalliert. Da EAGLE unter Win 10 Enterprise läuft, können Sie aber auch andere Programme installieren. Der Vorteil von EAGLE ist, dass Sie Ihr System mit jedem beliebigen WLAN-fähigen Computer mit jedem Betriebssystem steuern können: Egal ob Sie ein Laptop, Tablet oder Smartphone nutzen und egal ob Windows, Android oder Apple. Auf freiem Feld beträgt die Reichweite des WLAN etwa 25 Meter.

EAGLE-Tablet

Alles im Blick, zum Beispiel auf dem Tablet

EAGLE speichert Ihre Aufnahmen

Die Bilder der Kamera können Sie sich via WLAN direkt auf Ihr Tablet, Laptop oder Smartphone übertragen lassen. Da Sie natürlich viele Bilder erzeugen, die Sie möglichst verlustfrei speichern wollen, ist EAGLE mit einer SSD-Speicherkarte versehen. Auch die Speicherung auf einen USB-Stick ist möglich. Es gibt allerdings keine Möglichkeit mit EAGLE die Bilder zu bearbeiten. Die Rechenleistung ist auf geringen Stromverbrauch ausgelegt und so kommt EAGLE auch ohne Ventilation aus.

EAGLE ist ein fester Bestandteil des Systems

Der Computer EAGLE ist kein weiteres Zubehör, dass Sie mit sich herumtragen müssen. Die kleine, aber sehr stabile Box können Sie stattdessen dauerhaft an Ihrem Tubus montieren. Die vielleicht beste Variante ist die Montage zwischen dem Tubus und den Leitrohrschellen. Sie können aber auch die EAGLE-Box auf die gleiche Prismenschiene setzen, mit der Sie das Teleskop an der Montierung befestigen. Dies empfiehlt sich, wenn Sie kein Leitrohr verwenden. Auf unserer Produktseite des EAGLE sehen Sie Beispiele dafür.

Es gibt nichts, was sie nicht auch ohne der Steuereinheit EAGLE machen könnten. Wer aber regelmäßig Astrofotografie betreibt und auch gerne mal zu einem guten Beobachtungsplätzen oder einem Teleskoptreffen fährt, wird den EAGLE schnell zu schätzen wissen: Keine Kabelprobleme, kein Rechnerabsturz, stabile Stromversorgung, kompaktes System.

Es gibt übrigens auch eine etwas leistungsfähigere Version, die für große Montierungen und Sternwarten ausgelegt ist: EAGLE Observatory.

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Siamo tutti Astro-testimoni (da balcone): Omegon Maksutov 127/1900mm (1° parte)

23.08.16 (News, nuovi prodotti, shop_astroshop_it, vendita)

Ciao a tutti,

Altra settimana ed altra puntata della rubrica di Maurizio R., questa volta il protagonista assoluto di questo interessante articolo (diviso in due parti) è il nuovo Omegon Maksutov 127 della serie „Advanced“.

Mettetevi comodi e buona lettura!

OMEGON MAKSUTOV 127/1900mm F15 (1° parte)

OMEGON 127/1900 f15

Premessa

Al giorno d’oggi, tantissimi astrofili di tutto il mondo conoscono questo tipo di telescopio (spesso chiamato solamente con il diminuitivo di „MAK“) ma in pochi sanno come nacque questo stupefacente strumento per l’alta risoluzione. La cosa ancora più bella è che molti di questi astrofili, pur non conoscendone le origini, sono così entusiasti del loro „Mak“ che non lo cambierebbero neanche se gli offrissero in cambio un costoso e blasonato rifrattore apocromatico da 4 e 5 pollici! Ed alla fine dei conti, chi sono io per dargli torto?! :-)

Il simpatico Dmitry…

Sono passati ben 75 anni dall’invenzione del telescopio Maksutov ma vi racconterò in breve come il simpatico Dmitry giunse alla creazione di un qualcosa di completamente innovativo e di facile costruzione, che cambiò e continua a cambiare „radicalmente” ancora oggi la strumentazione di tantissimi appassionati di Astronomia.

Dmitri Maxutow Leutnant.jpg

Dmitry Dmitrievich Maksutov (foto: Wikipedia)

Tutto incominciò agli inizi del 1900 (Dmitry nacque l’11 aprile del 1896) quando il suo interesse per l’astronomia si sviluppa grazie ad un regalo di suo nonno: un piccolo rifrattore/cannocchiale Dollon in ottone, un vero „Vintage“ anche per quei tempi! Come tutti gli astrofili neofiti anche lui desiderava un telescopio più potente ma gli strumenti commerciali che desiderava, provenienti dalla Germania, avevano tutti dei costi proibitivi. Pertanto il giovane 15enne Dmitry decise di fabbricarsene uno e si mise a lavoro su un Newton con specchio da 7 pollici (circa 18cm di diametro)  con il quale, una volta ultimato, osservava abitualmente.

Quello fu il trampolino di lancio che lo portò a far parte del „GOI“ che si potrebbe tradurre dall’acronimo Russo in Italiano come „Istituto di stato dell’ottica di San Pietroburgo“ (che in quel periodo era Leningrado). Da li alla creazione del telescopio che porta il suo cognome  sono successe  tante cose, così tante da sembrare un romanzo giallo, una spy story con tanto di sabotaggi, spie ed intrighi. La stessa invenzione del telescopio Maksutov sembra un romanzo nel romanzo. Era il 1941, ed i Nazisti invasero San Pietroburgo costringendo gli scienziati Russi compresi i dipendenti del GOI a spostarsi tutti ad EST in treno, lontano dai pericoli. Fu un lungo viaggio , giorni e giorni  percorsi lungo la linea ferroviaria transiberiana, una specie di ORIENT EXPRESS. Fu proprio durante questo viaggio in treno che Dmitry contemplò e progettò il suo telescopio, il Maksutov!

Nel 1944 per la sua invenzione gli furono conferite numerose onorificenze internazionali anche oltreoceano e gli fu attribuito il titolo di „PROFESSORE“ senza alcuna laurea, questo grazie proprio alla creazione del suo nuovissimo tipo di sistema ottico: il Maksutov! Creò anche molti altri strumenti ottici per la chirurgia e la medicina, ed è considerato tutt’oggi „uno dei padri della scuola Russa di ottiche Astronomiche“.  Questa è solo un’estrema sintesi della ricca biografia di questo genio d’altri tempi,  giusto per dare un idea al lettore di chi fosse il simpatico Dmitry.

LA PRIMA LUCE e PRIME IMPRESSIONI

La prima sera appena arrivato a casa non ho saputo resistere, l’ho montato e voluto provare subito. La serata non era delle migliori, iniziava a soffiare un forte vento proveniente da sud/ovest, nuvole nere minacciose circondavano a distanza la mia zona di osservazione (il balcone di casa – ndr).  A Sud invece c’era un bello squarcio di cielo limpido dove faceva mostra di se una splendida ed invitante Luna al crepuscolo. La punto immediatamente con il cercatore Red-Dot che viene fornito con il telescopio e che avevo allineato alla meno peggio su un lampione, inserisco il 12mm Planetary FLATFIELD ED OMEGON e l’esclamazione è stata “CASPITA!!!” Faccio un attimo mente locale e penso: „ma non è ancora acclimatato“. Resto allora li a fissarlo sulla sua montatura OMEGON EQ-300 e lascio passare circa 30 minuti. Nel frattempo il cielo si scurisce sempre di più nella zona aperta dalle nuvole e si cominciano a vedere le prime stelle. Ne punto una a caso e inserisco il Planetary ED Flatfield da 8mm con 237,5x constatando che lo strumento è ben collimato. Non attendo oltre, dovrò al più presto riporlo in casa in quanto il cielo peggiora sempre di più. Ripunto la Luna lasciando l’oculare da 8mm ed effettivamente qualcosa è cambiato, si vede ancora meglio. Un suolo lunare apocromatico mi si presenta di fronte con tutta la sua magnificenza, e nonostante il seeing (= grado di turbolenza atmosferica, fondamentale per le osservazioni ad alto ingrandimento) sia chiaramente al di sotto dei 2” secondi d’arco ho la netta impressione che lo strumento non risenta molto di questo fattore.

L’immagine è piuttosto ferma e non si vede il classico ribollire dell’aria sul suolo lunare nonostante il notevole ingrandimento utilizzato. Eppure quella sera potevo tranquillamente valutare in una scala da 1 a 10 (dove 1 equivale ad eccezionale con aria fermissima e trasparenza dell’aria ottima e 10 alla peggiore situazione possibile , alta turbolenza, escursione termica in quota, presenza di vento e foschia) un seeing di grado 9. Fortunatamente non era 10, il peggiore in assoluto,  perchè il vento di quella serata in compenso aveva reso l’atmosfera incredibilmente trasparente e tersa.

Il contrasto dei terrazzamenti dei crateri maggiori è tale da rendere la visione gradevole ed interessante. Punto Plato, una delle formazioni ideali per i vari test in alta risoluzione. E‘ un cratere circolare che si schiaccia sulla catena delle Alpi lunari, l’origine del nome proviene da Platone, grande filosofo greco del 5° secolo a.C., ha un diametro di 104km e cime che arrivano a circa 2000 metri. La caratteristica principale che lo contraddistingue subito è il fondo relativamente piatto ma nelle serate migliori (se il seeing lo permette) e con telescopi di ottima qualità e 100mm di diametro minimo è possibile al suo interno scorgere dei piccoli crateri a basso contrasto. Niente da fare, questa volta il seeing non lo permetteva ma conto di riprovarci più avanti nel test. Nonostante tutto, molto soddisfatto ripongo lo strumento e tutto contento decido di studiarlo più a fondo al mattino del giorno seguente per riordinare un poco le idee. Questo è stato il primo incontro con questo MAK della Omegon.

La volta successiva ho voluto spremerlo ulteriormente provando a forzare le prestazioni in Hi-Res dello strumento. Puntando un Giove oramai bassissimo all’orizzonte in questo periodo, l’umidità cristallina a quella latitudine creava una sorta di aberrazione cromatica atmosferica alla quale pero‘ ho tentato di non far caso. L’immagine migliore era ottenuta con il Planetary FlatField ED da 12mm a 158x ingrandimenti ma utilizzando anche il modello ED da 8mm, in rari momenti ho avuto l’impressione che, per mezzo dei 237,5x ingrandimenti raggiunti, le due bande equatoriali si aprissero.

Tornando su Plato ed utilizzando il solito Planetary Flatfield ED da 8mm (237,5x) sono riuscito agevolmente a vedere al suo interno almeno 4 crateri. Quella sera ho fatto anche una prova di massimo ingrandimento raggiungibile sul suolo lunare, partendo dall’8mm (237,5x)  immagine restituita ottima con perfetta messa a fuoco e grande quantità di dettagli fini. Utilizzando altri oculari di tipo LV ho provato varie focali inferiori: un 7mm (271,5x) e non ha fatto una piega, immagine ancora molto luminosa e perfetta senza nessun problema di messa a fuoco. Metto il 6mm (316,5x) ed incredibilmente è ancora tutto perfetto. L’unico suo limite rimane il potere risolutivo che si appresta sui 0,94” secondi d’arco che sulla Luna corrispondono a dettagli di circa 1,8km. Decido di inserire il 5mm (380x) raggiungendo quasi 3 volte il diametro obbiettivo in ingrandimenti. Per mio stupore non ho difficoltà di messa a fuoco anche questa volta, anzi sembra uguale a quando utilizzavo il 6mm. L’unica differenza è che a questo ingrandimento, la luminosità del suolo lunare è drasticamente calata rendendola molto più buia, ma l’immagine è ancora perfettamente fruibile. Inserisco infine il 4mm e raggiungo il vertiginoso ingrandimento di 475x ingrandimenti! L’immagine si fa molto scura e la messa a fuoco comincia ad essere difficoltosa anche se ancora possibile. Nell’immagine si incomincia a vedere una leggerissima rugosità anche se non è ancora così fastidiosa da rendere l’immagine inutilizzabile, inoltre intravedo anche i difetti della mia cornea che fortunatamente conosco bene e so discernere dalla visione reale del suolo Lunare.

Il MAK 127/1900 OMEGON utilizzato con l’apposito supporto su oculari per Smarthphone e Iphone durante una ripresa lunare

Che dire, molto bene, una prestazione eccellente per un MAK di produzione Cinese ma che non ha niente da invidiare ad un rifrattore APO di pari diametro se non per dettagli a mio parere ininfluenti. Grazie alla sua lunga focale, per raggiungere il suo limite, questo strumento non ha assolutamente bisogno di elementi ottici aggiuntivi tipo lenti di Barlow. Anche se l’oculare da 5mm ha restituito ben 380x ingrandimenti ottimamente messi a fuoco, ritengo che il miglior risultato con massimo ingrandimento fruibile sia stato ottenuto con l’utilizzo dell’oculare da 6mm (316,5x). Questo tipo di Test dei massimi ingrandimenti raggiungibili ed utilizzabili con i telescopi lo faccio esclusivamente per divertimento ma, personalmente, lo ritengo anche un buon parametro di valutazione della lavorazione di un’ottica. In questo caso non faccio fatica ad ammettere che è una favola.

Ma come è fatta all’interno questa ottica Maksutov?

Per i meno esperti, il Maksutov è un telescopio ibrido (il termine tecnico è catadiottrico) formato da uno specchio di tipo „Sferico“ e una lente correttrice posta anteriormente denominata „Menisco“ che serve a correggere la sfericità dello specchio del telescopio. All’interno della lente frontale viene fatta un alluminatura che riflette la luce raccolta dallo specchio del telescopio verso l’oculare. Questa alluminatura fu utilizzata per la prima volta negli anni 50 dall’Americano John Gregory, e fu utilizzato per molte fabbricazioni successive dato che il sistema ridusse ulteriormente i costi di lavorazione. Quindi la giusta denominazione per questo MAK è „Maksutov/Gregory“. Questi tipi di telescopi per le loro caratteristiche di costruzione hanno sempre rapporti focali spinti tra F12 e F15 e sono considerati un‘ ottima alternativa ai rifrattori per l’osservazione visuale in alta risoluzione. Altra cosa che viene subito notata in questi tipi di telescopi è la loro compattezza nonostante la lunghezza focale dichiarata. Per esempio, la focale del Mak 127 OMEGON è di 1900mm che corrispondono esattamente ad 1 metro e 90cm. Questa lunghezza focale se utilizzata per la costruzione di rifrattore a lenti, porterebbe ad avere una lunghezza del tubo di circa 1 metro e 85cm, senza contare il paraluce anteriore e la lunghezza del tubo interno del focheggiatore che verrà estratto per la messa a fuoco corretta. Mentre questo MAK ha una lunghezza complessiva di soli 33,5cm, più altri 6cm giusto per l’adattatore posteriore con filettatura di tipo Schmidt-Cassegrain per avvitarci un visual back sul quale verrà innestato il diagonale etc. Una ulteriore filettatura (tipo Meade Etx) e‘ presente alla fine del visual back per collegare altri accessori.

La parte posteriore del MAK 127/1900 OMEGON in bella mostra la manopola in metallo da ruotare per la messa a fuoco

Le prime impressioni solitamente ingannano ma…

Dato che i fattori in gioco sono molteplici e di non semplice interpretazione ed esclusione, le prime impressioni che si ottengono testando un qualsiasi strumento ottico solitamente ingannano. E‘ con l’utilizzo nel tempo che si hanno le vere e proprie conferme di come si comporta uno strumento astronomico. In questo caso specifico, nonostante un meteo tiranno, l’utilizzo prolungato che ho avuto modo di fare mi ha permesso di avere le idee ben chiare su questo strumento di cui sono rimasto molto soddisfatto, tanto che potrei tranquillamente consigliarne l’acquisto come primo telescopio anche ad un giovane appassionato alle prime esperienze.

„Fatti un bel MAK 127/1900mm F15 della Omegon.. che inizi alla grande!“. :-)

[CONTINUA…]

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Tipp zum Wochenende: Vom Saturn zum Uranus

19.08.16 (Beobachtungen)

Dieses Wochenende stört uns der noch fast volle Mond bei der Beobachtung. Wobei „stören“ eigentlich das falsche Wort ist, denn schließlich ist der Mond selbst ein faszinierendes Beobachtungsobjekt! Diese Simulation, erzeugt mit dem Virtual Moon Atlas zeigt den Mond am Samstagabend:

Mond_VirtualMoonAtlas

Der Mond am Samstagabend. Die großen Mondmeere (Mare) sind beschriftet.

Die Software Virtual Moon Atlas ist ein sehr schönes Tool, um eigene Mondtouren vorzubereiten und Beobachtungen zu dokumentieren. Außerdem kann die Mondansicht mit geologischen, topographischen und weiteren wissenschaftlichen Karten überlagert werden.

Wer es einfacher haben möchte und die in dem Bild oben angegebenen Bezeichnungen für die dunklen Meere am echten Mond wiederentdecken will, kann auch auf den Moonscout zurückgreifen. Das ist ein laminiertes Kartenset in Ringheftung, das Ihnen den Mond zu den verschiedenen Phasen zeigt und die wichtigsten Strukturen benennt.

Wir wollen uns aber in der ersten Nachthälfte an den reizvollen Anblick von Mars und Saturn im Sternbild Skorpion erfreuen:

Erste Nachthaelfte

Noch immer ein Highlight am Nachthimmel: Saturn, Mars und Antares. Bildquelle: Stellarium

Diesen Anblick tief im Süden können wir ja nun schon seit einigen Nächten genießen. Achten Sie aber mal auf die Bewegung des Planeten Mars. Dieser hat seine Oppositionsschleife beendet und ist jetzt wieder rechtläufig. Das bedeutet, dass er sich bezogen auf dem Fixsternhintergrund von Westen nach Osten bewegt. Dies entspricht dem natürlichen Umlaufsinn des Mars um die Sonne. Der helle Stern Antares ist ein guter Bezugspunkt: Wenn Sie Nacht für Nacht dieses Duo beobachten, werden Sie die Bewegung von Mars deutlich erkennen. Sie können das mit einer Kamera auf einem Fotostativ auch sehr eindrucksvoll dokumentieren. Am 24. August zieht Mars schließlich an Antares vorbei.

Dass sich ein Schwenk mit dem Teleskop zu Saturn lohnt, muss ja nicht mehr extra erwähnt werden.

In der zweiten Nachthälfte geht nach dem Mond ein Planet auf, der eigentlich erst im Oktober unser Highlight ist. Es handelt sich um den Gasriesen Uranus im Sternbild Fische:

Zweite Nachthaelfte

Im Glanz des Vollmonds sicherlich nur mit dem Teleskop zu sehen: Uranus. Bildquelle: Stellarium

Wir wollen den Uranus jetzt schon erwähnen, weil uns bereits eine erste beeindruckende Aufnahme erreicht hat:

Uranus

Das Uranus-Scheibchen mit seiner markanten Farbe.

Dieses Uranus-Bild des Amerikaners Damien Cannane wurde mit relativ einfachen Mitteln erstellt. Er benutzt dazu das NexStar Evolution von Celestron mit der Kamera ASI 120MC von ZWOptical. Für die Planetenfotografie ist das eine sehr gute Kombination.

Uranus bleibt im Teleskop immer ein kleines Scheibchen, für das man mindestens 100-fache Vergrößerung wählen sollte. Schließlich ist der Planet etwa doppelt so weit entfernt wie Saturn, dabei aber nicht einmal halb so groß. Man erkennt im Teleskop aber deutlich seine charakteristische Farbe. Sie wird von Methan verursacht.

Wie sein innerer Nachbar Saturn auch, besitzt Uranus Ringe und Wolkenbänder. Dies wird allerdings nur in großen Teleskopen mit infrarotempfindlichen Sensoren deutlich. Das Bild unten zeigt zwei Aufnahmen, die mit dem 10-Meter-Keck-Teleskop auf Hawaii im infraroten Spektralbereich gemacht wurden:

UranusKECK

Lawrence Sromovsky, University of Wisconsin-Madison/W.W. Keck Observatory

Der Nordpol des Planeten liegt hier in etwa in Richtung vier Uhr. Eine weitere Besonderheit des Uranus ist nämlich, dass seine Rotationsachse um über 90° gekippt ist. Der Planet scheint also auf seiner Umlaufbahn zu rollen. Dabei ist jeweils einer der Pole des Uranus der Sonne zugewandt. Es ist also ein halbes Uranusjahr lang Tag, gefolgt von einem halben Jahr lang Nacht.

Fotografisch kann man auch die Monde des Uranus erreichen, wie die Aufnahme von Damien Cannane zeigt. Uranus hat 27 Monde, von denen die beiden größten natürlich besonders interessant sind. Es handelt sich um den etwa 1.500 Kilometer durchmessenden Mond Oberon und den noch größeren Mond Titania mit 1.580 Kilometer Durchmesser.

Uranus ist so hell, dass er in klaren Nächten mit bloßem Auge sichtbar ist. Im Fernglas findet man ihn recht leicht. Das wirft in der Astronomiegeschichte die Frage auf, ob dieser Planet bereits in der Antike beobachtet, aber einfach nicht als Planet erkannt wurde. Uranus gehört jedenfalls nicht zu den klassischen Planeten, sondern ist eine Entdeckung der Neuzeit. Im Jahre 1781 beobachtete ihn der Astronom Wilhelm Herschel rein zufällig. Mit seiner Entdeckung verdoppelte Wilhelm Herschel auf einen Schlag die Größe unseres Sonnensystems.

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NexDome: Sternwarten zu unschlagbaren Preisen!

16.08.16 (Produktneuheiten)

Die Neuheit des Jahres 2016:

Der kanadische Hersteller NexDome bringt ein revolutionäres Design von Sternwartenkuppeln auf den Markt. Der Clou ist ein modularer Aufbau mit zwei wesentlichen Vorteilen: Niedrige Transportkosten und leichter Aufbau in wenigen Stunden. Noch nie war eine Top-Sternwarte so erschwinglich!

NexDome_1

Die eigene Sternwarte muss kein Traum bleiben!

Astroshop.de ist europaweiter Distributor für NexDome. Wir liefern ab unserem Lager für nur 60 Euro innerhalb Deutschlands und für 150 Euro europaweit. Natürlich erhalten Sie bei uns auch Beratung und Service zu den NexDome-Sternwarten.

Die Vorteile auf einem Blick:

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Platz für ein C14, bei freiem Blick bis zum Zenit.

  • Der Innendurchmesser von 2,2 Metern bietet ausreichend Platz für ein 14-Zoll-Schmidt-Cassegrain oder einen Refraktor mit 1400 Millimeter Brennweite.
  • Das Beobachtungsfenster lässt sich weit über den Zenit öffnen.
  • Dank dem geringen Gewicht durch ABS-Kunststoffteile lässt sich die Kuppel leicht von Hand drehen, aber auch kostengünstig motorisieren. Wir bieten passende Motoren und Steuerungen.
  • Sie können die Anzahl der Ausbuchtungen für Zubehör frei wählen. Bis zu sechs solcher Buchten sind möglich und bieten viel Stauraum!
  • Sollte ein Teil der Sternwarte beschädigt werden, kann es dank des modularen Aufbaus einzeln und kostengünstig ausgetauscht werden.
  • Die Solarkote®-Beschichtung schützt vor UV-Strahlung und sorgt für hohe Wetterfestigkeit aller Teile.

Sie erhalten 5 Jahre Garantie auf alle ABS-Teile! Weitere Informationen zur NexDome-Sternwarte finden Sie hier bei Astroshop.de.

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Siamo tutti Astro-testimoni (da balcone): Oculari Omegon (2° parte)

15.08.16 (nuovi prodotti, vendita)

Ciao a tutti,

questa settimana pubblichiamo la seconda ed ultima parte della recensione del nostro Maurizio R. su alcune serie di oculari prodotte ed importate dalla Omegon.

buona lettura!

OMEGON PLANETARY ED (2° parte)

Peccato me ne abbiano mandati solo 2 :-)

Peccato me ne abbiano mandati solo 2 :-)

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Die ersten Bilder für unseren Digiscoping-Wettbewerb haben wir veröffentlicht.

12.08.16 (News)

Auf unserer Facebookseite finden Sie die ersten Einsendungen für unseren Digiscoping-Wettbewerb.
Hier finden Sie den Link zum Album! Gerne können Sie die Bilder teilen und liken. Denn nur die Bilder mit den meisten Likes kommen in die Endauswahl und können tolle Sachpreise gewinnen.

Sie können uns gerne auch noch Ihre eigenen Bilder senden. Einfach per eMail an: Anita.Maier@optik-pro.de
Hier können Sie die Teilnahmebedingungen und die Sachpreise einsehen.

Als Inspiration die ersten Einsendungen:

Eisvogel (Alcedo atthis), aufgenommen von Christoph Messing. Equipment: Kowa TSN-883 mit 25-60x Zoomokular, Lens2scope Butterflyadapter und Windows Phone Lumia 1020

Eisvogel (Alcedo atthis), aufgenommen von Christoph Messing. Equipment: Kowa TSN-883 mit 25-60x Zoomokular, Lens2scope Butterflyadapter und Windows Phone Lumia 1020

"Aprilhasen", aufgenommen von Ingo Strauch. Equipment: Leica Fernglas Ultravid 10x32 HD mit der Sony Cybershot DSC-RX 100 und einer selbstgebastelten Adaption.

„Aprilhasen“, aufgenommen von Ingo Strauch. Equipment: Leica Fernglas Ultravid 10×32 HD mit der Sony Cybershot DSC-RX 100 und einer selbstgebastelten Adaption.

Mandarinente (Aix galericulata), fotografiert durch ein Swarovski ATX 25-60x85 mit dem PA-i6 und passendem Smartphone, von Patrick Saller.

Mandarinente (Aix galericulata), fotografiert durch ein Swarovski ATX 25-60×85 mit dem PA-i6 und passendem Smartphone, von Patrick Saller.

 

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Info-graphic Perseids 2016: A Night of Shooting Stars

11.08.16 (News)

We here at Astroshop.eu are looking forward to the best night of the year, when the Perseid Meteor shower takes place this August.  So enjoy and be amazed – all with the naked eye – as you count the shooting stars on the night of the 11th to the 12th.

So, where do meteors come from?  Where, when and how can you best experience them?  And why is this year going to be especially interesting?  For more info, check out our info-graphic below.

Everything at a glance, quick and informative.

u2g-infographic-perseid

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Tipp zum Wochenende: Wie Sie heute Nacht die Perseiden beobachten

11.08.16 (Beobachtungen)

Diese Woche kommt der Tipp zum Wochenende schon einen Tag früher. Zuletzt gab es eine übersichtliche Infografik zum Sternschnuppenstrom der Perseiden, die Sie hier finden.

Der Moment eine Sternschnuppe zu sehen, ist für viele Menschen aufregend und einfach ein besonderes Erlebnis. Wenn auch Sie davon begeistert sind, dann sollten Sie die kommende Nacht nutzen. Denn in der Nacht vom 11. auf den 12. August fallen etliche Sternschnuppen vom Himmel. Jedes Jahr um diese Zeit kündigt sich der Meteorstrom der Perseiden an. Also alles wie im letzen und vorletzen Jahr?  Wohl nicht ganz, denn die Wissenschaftler haben für das Jahr 2016 etwas Erstaunliches herausgefunden.

 

Perseiden Radiant

In der Regel liegen die Fakten klar auf dem Tisch: Bis zu 100 Meteore pro Stunde zischen durch die Erdatmosphäre und verwandeln sich in fantastische Sternschnuppen. Mit etwa 216.000 Kilometer pro Stunde donnern sie auf uns zu und werden zum Leuchten angeregt.

Dieses Jahr noch mehr Sternschnuppen

Laut der Meteor-Forscher gibt es in diesem Jahr einen Anstieg der sichtbaren Meteore. Im Gegensatz zu den letzten Jahren sollen dieses Jahr im absoluten Maximum bis zu 150-160 Sternschnuppen pro Stunde fallen. Der Grund: der Gasriese Jupiter. Er soll dafür verantwortlich sein, dass sich die Bahnen der Perseiden nun näher an der Erdbahn befinden. Dadurch kommt es zu dieser höheren Aktivität.

Wo finden Sie die Sternschnuppen?

Wenn man die Meteore am Himmel von Ihrem Ursprungsort zurückverfolgt, scheinen sie alle aus einem bestimmten Punkt zu stammen. Astronomen nennen diesen Punkt Radiant. Im Fall der Perseiden ist es das Sternbild Perseus, daher stammt auch der Name des Meteorstroms.

Wenn Sie sich einen Ort zum Beobachten suchen: Achten Sie darauf, dass Sie das Sternbild Perseus im Blickfeld haben und es nicht durch ein Hausdach oder Ähnliches verdeckt wird.

So beobachten Sie richtig

Sie blicken normalerweise nicht nur ein paar Minuten in den Himmel. Um viel zu entdecken, müssen Sie Geduld mitbringen und es sich so bequem wie möglich machen. Die Perseiden zu beobachten, bedeutet auch den Sternenhimmel als Ganzes auf sich wirken zu lassen und einfach zu genießen. Besorgen Sie sich für die Beobachtung am besten eine Gartenliege, einen Campingstuhl oder eine Isomatte. Soll es eine lange Nacht werden, ist eine Decke und heißer Tee oder Kaffee eine gute Idee.

Wann Beobachten?

Der Meteorstrom der Perseiden ist natürlich die ganze Nacht zu sehen. In den Abendstunden stört allerdings noch der helle Mond. Er befindet sich derzeit in zunehmender Phase – einen Tag nach Halbmond. In dieser Zeit sehen Sie nur hellere Meteore. Kurz nach Mitternacht geht der Mond allerdings unter und es wird dunkel. Das beste Zeitfenster ist ohnehin zwischen 22 Uhr und 4 Uhr.

So spricht man die »Perseïden« richtig aus

Ein kleiner Ausflug in die Sprachkunde: Manchmal sieht man die Perseiden mit zwei Punkten über dem »i«. Warum ist das so? Das ist eine Schreibweise, wie sie im Lateinischen vorkommt – ein Hiatus. Bei den Perseiden hat sie eine tiefere Bedeutung.
In der deutschen Schreibweise »Perseiden« liest man den Doppellvokal »ei« als »ai« und spricht sie damit nicht richtig aus. Die Version mit dem »ï« sagt dem Leser, die Buchstaben einzeln auszusprechen, also das i separat und nicht zusammen mit dem e.

Übrigens: Die Sternschnuppen können Sie auch noch das ganze Wochenende beobachten, allerdings nimmt die Anzahl ab.

Wir wünschen Ihnen einen klaren Himmel und viele Sternschnuppen!

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Push+ Objektfinder: Mit Teleskop und Smartphone zu den Sternen

10.08.16 (Produktneuheiten)

Sie kennen das sicher von Ihren eigenen Beobachtungen: Sie suchen eine Galaxie in einer sternlosen Region, blicken kritisch auf Ihre mit Rotlicht beleuchtete Sternkarte. Und überlegen, wie Sie sich dem Objekt am besten nähern.

Objekte zu finden ist manchmal eine große Herausforderung. Machen Sie es sich doch leichter! Mit dem neuen Push+-System von Omegon. Aber was soll das mit einem Smartphone zu tun haben?

as-omegon-pushplus-de

 

Hinter dem Namen verbirgt sich ein brandneues Objektfinder-System von Omegon – in Form eines Dobson-Teleskops. Ausgestattet mit digitalen Encodern und Bluetooth verbinden Sie drahtlos Ihr Smartphone + App (oder auch den PC) mit dem Teleskop. Mit einem Push+ Teleskop finden Sie Objekte auf dem schnellsten Weg. Damit gelingt jeder Astroabend!

Omegon Push+ Produkte gibt es derzeit als 8-Zoll Dobson-Teleskop oder separat als Dobson-Montierung (Rockerbox) mit GP-Aufnahme für Ihren eigenen Tubus.

Neugierig geworden? Dann besuchen Sie gleich die Produktseiten von Teleskop und Montierung für mehr Infos.

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Telescope configurator with new telescopes: 6 steps to your dream telescope

09.08.16 (News)

Optics, mounts and accessories: For two years you have been able to use the Astroshop.de telescope configurator to custom compile your own telescope, and now we have considerably extended the configurator’s functions. You can now choose from 12 different telescopes and adapt the telescope to even better serve your needs.

as-omegon-konfigurator-en

In the past, you have had to content yourself with the telescopes on offer. Why not switch things up and make buying a telescope a more personalised experience? This is what we at Astroshop.de thought, too, when we designed the configurator. We started with two Newton telescopes.

Now, the Advanced Telescope Series offers a full range of new reflectors and refractors:

Would you like to give it a try and take a look at the telescopes? This way to the telescopes!

How to start telescope selection

It’s fun to play with the configurator. What might my telescope look like? Which mounts and accessories are important to me? Do I prefer a simple or a more sophisticated eyepiece?

Simply click on this link and start configuring your dream telescope by first choosing the optics. The overview shows all available optics including basic prices. Step by step, you now make your way to mounts, focusers, eight different finderscopes, eyepieces and other accessories.

When it comes to accessories, you may even skip individual steps; for example, if you already have good eyepieces. This means that you are almost entirely free in your selection.
And the best part is: You can activate or deactivate your selection with a tick on the right. You can see in real-time how the prices change in the top right corner. This way, you not only choose each individual telescope component, but you also have full control over pricing.

Protection against unsuitable combinations

One of the most important prerequisites: the tubus needs to match the mount. How quickly do you accidentally place too large an optics on too small a mount. Using a 6” refractor, for example, on a small EQ-300 mount would be an unstable and shaky affair, as if you were using a telescope on a sailing ship in heavy seas. To avoid this, not every tubus can be combined with every mount. In this case you won’t see a tick but a cross next to the item.

No matter whether you’re a beginner or an advanced stargazer: For hobby astronomers, the telescope configurator is an alternative to the finished telescope sets. It simply gives you more control when purchasing your telescope.

Why not give it a try: configure your telescope now.

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